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| GIORGIO TOSO: il maestro dell'alambicco più famoso d'Italia |
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"Una
buona vinaccia, un buon alambicco e un buon fuoco: ecco i segreti
semplici per la grappa. Io ci metto la volontà, quella di
tirarmi su tutte le mattine prima del sole e preparare la prima cottura".
La distillazione avviene a fuoco diretto ed è questo l'unico
posto al mondo dove si fa ancora così. Vuol dire che la
caldaia in cui si mette l'acqua per far bollire le vinacce e catturarne
il vapore alcolico è a contatto diretto con le fiamme, a
loro volta alimentate da "mattoni" compressi di vinacce
seccate, conservate dall'anno precedente dopo la distillazione.
Non si butta niente. Il vapore passa nell'alambicco di rame, "un
gioiello, ha più di 80 anni e funziona come un orologio
svizzero, di quelli buoni", e condensandosi attraverso le
serpentine, si trasforma in gocce di grappa. Questa, attraverso
un tubo e piccoli rubinetti, viene convogliata direttamente in
quattro botti di legni diversi, dove resteranno per almeno un paio
d'anni. Le botti di frassino...
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Con questo sistema artigianale
a ogni cottura si mettono nel forno
5 quintali di vinacce, oltre all'acqua.
Si fanno tre cotture al giorno, per
circa 12 ore di lavoro.
A sera si sono distillati pochi
litri di grappa. Le vinacce fresche,
ovvero di uve appena spremute
sono conservate in alcuni silos
scavati sotto terra fino a sette
metri. |
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